La bella città di Lucca, nella quale siamo giunte due anni e mezzo fà (su richiesta di mons. Italo Castellani allora arcivescovo di Lucca), ci ha accolte perché fossimo, in mezzo alle due strutture nelle quali operiamo, segni dell’amore di Dio.

Doniamo infatti il “meglio che siamo” nella Casa della Carità e al Villaggio del Fanciullo.

Seguiamo un percorso di ascolto e accoglienza dei migranti con servizi in risposta ai bisogni primari e ai nuovi bisogni.Tale percorso si sviluppa in costante collaborazione con le istituzioni, in particolar modo l’Ufficio Territoriale di Governo, la Questura, il Tribunale per i minorenni, i Comuni di Lucca e Capannori, la Provincia di Lucca, la Regione Toscana e la Prefettura.

Affrontiamo la problematica di MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI, ovvero minori stranieri che si trovano in Italia privi di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per loro legalmente responsabili, in base alle leggi vigenti dell’ordinamento Italiano.

Gestiamo una delle strutture con il SIRIS – Struttura Intermedia Ragazzi Immigrati Soli – dedicata all’ospitalità di ragazzi stranieri soli sul territorio che raggiungono la maggiore età senza aver acquisito una piena autonomia socio-economica.

Ci occupiamo anche dei RICHIEDENTI ASILO E DEI PROFUGHI.

Nelle due strutture si promuove il lavoro d’equipe come formula organizzativa basata sulla partecipazione e lo scambio, che ha come protagonisti i volontari in sinergia con il personale qualificato.

L’impostazione del lavoro è orientata alla valorizzazione delle potenzialità di ciascun ragazzo, all’acquisizione di elementi necessari alla completa autonomia, all’ampliamento delle possibilità relazionali e all’interazione attiva con il contesto territoriale.

Per quanto riguarda il percorso educativo-formativo, questo viene modulato a seconda dell’età del minore e della sua formazione.

Alla fine del percorso, il ragazzo viene affiancato nella ricerca del lavoro: dall’iscrizione al centro per l’impiego all’aiuto nella creazione del curriculum vitae, dall’accompagnamento alle varie agenzie interinali alla preparazione per i possibili colloqui.

Nella Dichiarazione Universale dei Diritti del Fanciullo leggiamo, al principio settimo, che: “Il fanciullo deve avere tutte le possibilità di dedicarsi a giochi e attività ricreative che devono essere orientate a fini educativi”. Per una reale integrazione si cerca, per quanto possibile, di affiancare alla scuola l’attività sportiva, forti della convinzione che lo sport sia una sana valvola di svago e un efficace tramite grazie al quale i ragazzi possono entrare in contatto con i loro coetanei e farsi spazio nel nuovo contesto sociale.

Al principio quarto, la Dichiarazione Universale dei Diritti del Fanciullo dice “Il fanciullo deve beneficiare della sicurezza sociale”. Deve poter crescere e svilupparsi in modo sano. A tal fine devono essere assicurate le cure mediche adeguate.

Tutto questo lo facciamo unitamente al contagiare il Cristo che abita in noi perché siano tanti a sceglierlo e a seguirlo.

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